MILANO E I CAPOLAVORI DI RAFFAELLO VIAGGIO ALLA SCOPERTA DE “IL CARTONE PREPARATORIO DE LA SCUOLA DI ATENE” E DELLO “SPOSALIZIO DELLA VERGINE”.

Anni fa la Giovanni Cova & C. ha inteso affiancare alla propria storia pasticcera la celebrazione delle eccellenze milanesi tra arti, storia e cultura. In un percorso che sin qui si è rivelato appassionante, ci ha riservato grandi soddisfazioni e l ’opportunità di affiancare storiche e prestigiose istituzioni milanesi, proseguiremo nel 2020 con un’iniziativa che conferma che a buone intenzioni corrispondono i migliori risultati (chi del bene fa del bene riceve). Quest’anno si celebra il Cinquecentenario dalla morte di Raffaello Sanzio, artista della cosiddetta Trinità del Rinascimento, quei tre giovanotti dall’immenso talento che tanto hanno dato all’arte e all’Italia: LEONARDO, MICHELANGELO e RAFFAELLO. In questa MILAN, che ieri come oggi L’È SEMPER ON GRAN MILAN, scopriremo assieme due tra le opere più famose del genio marchigiano, ritenute dai maggiori esperti il vero patrimonio del Rinascimento. Sono infatti custoditi ed esposti a Milano Lo Sposalizio della Vergine (presso la Pinacoteca di Brera) e il Cartone preparatorio della Scuola di Atene (alla Pinacoteca Ambrosiana). Quale emozione sapersi promotori di un’opportunità così nobile e importante, scoprire un intero capitolo del Rinascimento e della storia dell’arte italiana visitando le due ultracentenarie strutture milanesi. È un immenso onore infatti essere partner delle due storiche pinacoteche di Milano e sostenitori di un progetto che vuole portare la dolcezza della tradizione milanese a tutti gli italiani e viceversa indurli a visitare questi immensi capolavori e capirne la valenza simbolica e artistica. Ci è così tanto piaciuta l’idea di facilitare i nostri estimatori a scoprire i tesori custoditi a Milano in Pinacoteca di Brera e Pinacoteca Ambrosiana che abbiamo voluto dedicare ad essi ciò per cui noi tutti in Giovanni Cova & C. concorriamo ogni giorno con i nostri panettoni: compiacere tutti i sensi di chi ama il vero, il bene, il bello e aggiungeremmo… il buono. In fin dei conti come diceva Leibnitz: “il presente è colmo di passato”.